Università Cattolica del Sacro Cuore

Manoscritti e fondi speciali

La Biblioteca della Sede di Milano conserva vari fondi speciali, contenenti manoscritti o documenti antichi e moderni (e talvolta anche volumi a stampa), cui sono state dedicate numerose tesi di laurea.

Per informazioni sulle modalità di accesso ai materiali: Norme per la consultazione

Per informazioni sui documenti più significativi individuati grazie alle attività di riordino e di analisi svolte dai bibliotecari: Bollettino "Tralecarte"

Articoli di CATTOLICAnews su alcune preziosità presenti nei fondi speciali della Biblioteca:

     > "Tralecarte" la dedica di Dumas (21/01/2014)

     > E 'l naufragar m'è dolce (18/02/2014)

     > Saba in cerca d'editore (19/03/2014)

     > Il placet autografo di Verri (21/05/2014)

     > Tralecarte, l'«aspro cammino» di Ada Negri (02/07/2014)

Fondi moderni

Fondo Piccoli-Addoli

Il fondo, donato nel mese di luglio del 2013 da parte del prof. Paolo Biscottini e dei suoi fratelli Valentina, Attilio e Umberto, raccoglie gran parte della cospicua biblioteca e un insieme importante di carte e documenti letterari appartenenti al ramo materno della famiglia Biscottini. Il fondo è stato intitolato per comune desiderio dei donatori e della Biblioteca d'Ateneo "Piccoli-Addoli", per ricordare le diverse anime letterarie che lo compongono: Valentino Piccoli; la moglie Pia Addoli; il figlio Fantasio Piccoli. Non mancano tuttavia documenti appartenenti ad altri familiari, ma la parte più rilevante del fondo è composta da queste tre illustri figure. Valentino Piccoli (1892-1938), nipote di Pasquale Stanislao Mancini, senatore del Regno, è stato un importante letterato del nostro primo Novecento: laureato in Filosofia, occupò posizioni di prestigio nella direzione di quotidiani nazionali quali Il Piccolo di Trieste, Il mattino di Napoli, Il giornale di Sicilia e scrisse svariate opere di critica, di approfondimento e di divulgazione filosofica; fu caporedattore e poi direttore (dal 1923) dei Libri del giorno. Ebbe rapporti personali con molti letterati del tempo, come testimoniano le dediche sui libri della sua biblioteca personale e il cospicuo epistolario donato alla nostra università. La moglie Pia Addoli (1893-1958), laureatasi in Lettere con una tesi su Boccaccio e Chaucer fu scrittrice di libri per l'infanzia e insegnante, nonché collaboratrice di diverse riviste culturali dell'epoca. Fantasio Piccoli (1917-1981), figlio di Valentino e di Pia, laureato in Giurisprudenza, fu ufficiale di artiglieria, venne ferito a Tobruk e da lì fatto prigioniero. Partecipò alla Resistenza. Fondò nel 1947 la compagnia teatrale itinerante del Carrozzone, con la quale intese portare i grandi classici del teatro di tutti i tempi nella provincia italiana devastata dalla guerra, fiducioso nella forza della cultura. Fu fondatore del Teatro stabile di Bolzano e diresse il Teatro San Babila di Milano. Collaborò a Oggi in qualità di critico teatrale. Mise in scena oltre 130 regie di prosa e una trentina di regie liriche e tradusse vari testi di Euripide, Plauto, Shakespeare, Shaw, Ibsen. Il Fondo raccoglie nutriti epistolari con vari uomini di cultura, le sceneggiature originali e fotografie di scena. È in atto un lavoro di ordinamento del Fondo e di prima inventariazione alla conclusione del quale sarà reso disponibile per la consultazione agli studiosi.

Fondo Liana Bortolon

Nata a Feltre nel 1923, Liana Bortolon dopo gli studi liceali si iscrisse alla Facoltà di Lettere e filosofia dell'Università Cattolica nel novembre 1941, laureandosi nel febbraio del 1947, con il prof. Mario Apollonio. Dopo un breve periodo trascorso in qualità di segretaria all'Alfa Romeo, nel gennaio 1949 venne assunta dalla casa editrice Vita e Pensiero, dove ebbe la possibilità di lavorare per diversi anni a fianco di padre Agostino Gemelli. Tra il 1957 e il 1958 tenne una rubrica d'arte sul settimanale "Gente", da poco fondato da Edilio Rusconi e, a partire dal 1958, entrò come esperta d'arte al settimanale "Grazia" di Mondadori, sulle cui pagine tenne una rubrica tutta sua fino all'inizio degli anni Novanta. Liana Bortolon ha potuto così svolgere per oltre un trentennio un prezioso lavoro militante e pionieristico di indagine sull'arte contemporanea, attività che la rese molto popolare tra i lettori che le scrivevano centinaia di lettere per avere informazioni e consigli, al punto che l'editore dovette creare un apposito ufficio per gestire la massa epistolare in entrata. Ha collaborato anche a "Epoca", "Arianna", "Panorama", "Casaviva", "Diner's", "Arte", "Ad", ed ha pubblicato diversi libri di critica e di divulgazione dell'arte moderna e contemporanea, alcuni dei quali tradotti anche all'estero. Il suo lavoro l'ha portata a frequentare gallerie e musei e ad incontrare importati protagonisti dell'arte e della cultura italiana, ma non solo, come Gio Ponti, Marino Marini, Francesco Messina, Giacomo Manzù, Orfeo Tamburi, Roberto Longhi, Raffaele Carrieri, Man Ray e moltissimi altri; incontri e sodalizi di cui la sua biblioteca, ora all'Università Cattolica di Milano, è preziosa testimonianza. Ha organizzato la mostra "Premio Grazia" nel 1969 presso la Sala della Balla nel Castello sforzesco di Milano e "La grande Domenica", presso la Rotonda di via Besana nel 1974, dedicata ai pittori naïfs.

Le numerose opere d'arte appartenenti alla sua collezione personale sono state donate alla Galleria d'arte moderna Carlo Rizzarda di Feltre, sua città natale. Le carte archivistiche di Liana Bortolon sono pervenute alla Biblioteca d'Ateneo unitamente alla donazione del fondo librario. L'archivio è stato sottoposto a un primo riordinamento con relativo parziale ricondizionamento delle carte, e risulta ora composto da 6 serie suddivise in 8 faldoni che comprendono l'epistolario, le fotografie, vari materiali di lavoro, appunti e ritagli di giornale. L'epistolario consta di circa 300 lettere di vari mittenti e di circa 150 lettere di carattere personale e coprono l'arco temporale 1947-2002. L'archivio è consultabile secondo le norme previste dal regolamento della Biblioteca.

Schema sintetico del fondo:

                  Serie 1: Carteggio privato* (1 faldone)

                  Serie 2: Carteggi* (2 faldoni)

                  Serie 3: Carte personali (1 faldone)

                  Serie 4: Carte professionali (2 faldoni)

                  Serie 5: Comunicati stampa (1 faldone)

                  Serie 6: Materiali diversi (1 faldone)

*L'epistolario consta di circa 300 lettere di vari mittenti e di circa 150 lettere di carattere personale.

Fondo Roberto Busa s.J.

Padre Roberto Busa (Vicenza 1913-Gallarate 2011), gesuita pioniere della linguistica computazionale e ideatore dell'Index Thomisticus, ha donato nel 2010 la propria biblioteca e le proprie carte di lavoro che costituiscono oggi un fondo estremamente rilevante per ricostruire tanto l'attività dello studioso quanto la nascita della disciplina informatica applicata alla linguistica. Il fondo librario consta di circa 2500 tra volumi e opuscoli, mentre l'archivio personale costituisce una ricchissima documentazione forte di migliaia di documenti che attraversano tutta la seconda metà del secolo scorso. Compaiono tra queste carte relazioni di convegni, carteggi con personalità di spicco del mondo culturale internazionale, documentazioni sulle varie attività dello studioso. Il fondo librario è già stato interamente catalogato ed è disponibile alla consultazione. Il fondo archivistico conserva in gran parte la struttura data da padre Busa. È tuttavia allo studio un progetto di sistemazione, relativo soprattutto alle carte miscellanee, che intende rispettare il più possibile l'assetto organizzativo originario nell'ottica di rendere più facilmente fruibili le carte del fondo.

Per maggiori informazioni:

     > Il tesoro di padre Busa in Cattolica (CattolicaNews 11/11/2010)

Fondo Hildesheimer Wolfgang

Di proprietà della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, grazie a un accordo con l’Università Cattolica la collezione libraria di Wolfgang Hildesheimer (1916-1991) è pervenuta nella primavera del 2016 alla Biblioteca della sede di Milano, che ne ha curato il profondo intervento di riordino, catalogazione elettronica e ricollocazione nel campus di Largo Gemelli.

Consiste di circa 5.000 volumi che documentano gli interessi e le attività dello scrittore e pittore tedesco di origine ebraica, conservandone le opere a stampa, le traduzioni, l’insieme dei testi e delle prefazioni da lui scritti. Vi sono raccolti i volumi mandati a Hildesheimer da importanti letterati e artisti del Novecento di area tedesca, svizzera e italiana, su molti dei quali è stato vergato un invio autografo. Risultano inoltre conservati molti libri d’artista o edizioni d’arte.

La lavorazione del fondo è stata conclusa in concomitanza con la ricorrenza del centenario della nascita di Hildesheimer, per celebrare il quale la Veneranda Biblioteca Ambrosiana ha ospitato nel dicembre 2016 un importante pomeriggio di studio.

Per maggiori informazioni:

     >  Inventario del Fondo Hildesheimer Wolfgang

Fondi vari

Un complesso di vari faldoni, ognuno dei quali intestato alla persona da cui proviene: Guido Aceti, Biondo Biondi, Gustavo Bontadini, Aristide Calderini, Camillo Cessi, Guglielmo Guariglia, Ferdinando Ormea, Francesco Vito, Vittore Pisani, Camillo Brezzo, Nino Toja. Carte Luigi Alfonsi, Fondo Baglio, Carte Giorgio Falco, Carte Fassetta, Carte Quirino Fiorini, Carte Carlo Maria Galanti, Carte Antonio Gasparetti, Carte Carlo Locatelli, Fondo Melzi d'Eril, Carte Enrico Piccione, Fondo Pulciano, Fondo Sabbadini Muzzioli, Carte Mario Silvestri, Carte Giovanni Tarditi, Carte Nicola Turchi.

Archivi familiari con documenti medievali

L'Archivio Pallavicino Fogliani Sforza (contenente oltre 200 cartelle con materiale di carattere patrimoniale e amministrativo, databile tra il sec. XIII e il sec. XIX), l'Archivio Calcagni (raccolto in 6 cartelle, costituito da libri contabili, testamenti, documenti patrimoniali e personali, manoscritti vari: tutto materiale databile tra il sec. XV e il sec. XVII), l'Archivio Grossi (3 cartelle con pergamene originali a partire dal sec. XV).

Fondo Miscellanea Padri Oblati di Rho

Costituito da oltre 400 volumi che rilegano insieme libri a stampa e manoscritti, per lo più dei secoli XVII, XVIII e XIX, di argomento prevalentemente teologico e storico.

Fondo Manoscritti Università Cattolica

Articolato in serie aperte di codici, documenti e frammenti di provenienza disparata: manoscritti orientali (10 pezzi in diverse lingue di secoli posteriori al XVI), manoscritti Università Cattolica (oltre 150 pezzi dal sec. XIV al sec. XX), postillati (libri a stampa con importanti postille manoscritte), frammenti sciolti di codici e testi letterari, dal sec. XI al sec. XVIII, instrumenta (un centinaio di documenti sciolti dal 1209 al sec. XIX).

Contributi scientifici su manoscritti conservati dalla Biblioteca:

Per ulteriori informazioni sul Fondo Manoscritti è possibile consultare le schede di rilevazione archivistica messe a disposizione dall'Archivio generale per la storia dell'Università Cattolica.